Il Judo che non smetti mai di imparare: la visione del Maestro Corrado Croceri

Il Judo di Corrado Croceri

Al termine delle celebrazioni per il 50° anniversario, nel cuore del Dojo Kenshiro Abbe a Corridonia, il Maestro Corrado Croceri ci guida in un viaggio che va oltre le tecniche, oltre la fisicità, verso la vera essenza del Judo. Questo è il luogo dove il principio diventa manifesto, dove si incontrano saggezza, disciplina e la costante ricerca di qualcosa di più grande. Croceri ci ricorda che il Judo, così come l’ha immaginato il suo fondatore Jigoro Kano, non è solo uno sport: è una via, un cammino per crescere come persone.

In questo viaggio, ogni judoka scopre il proprio stile, una tecnica speciale che diventa espressione della sua personalità, come il famoso Hane Goshi del Maestro. Ma per lui, questa è solo una parte: “La tecnica è solo uno strumento,” dice. “Non basta essere un buon tecnico. Bisogna sentirsi parte di una famiglia.” Questo concetto di appartenenza trasforma l’allenamento in un dialogo, in un Randori aperto, una conversazione tra compagni che imparano l’uno dall’altro.

Al Dojo Kenshiro Abbe, il Judo è insegnato non solo per diventare forti fisicamente, ma anche per sviluppare la propria spiritualità. Corrado Croceri sottolinea le origini guerriere della disciplina, nata dalle antiche arti marziali dei Samurai. Ma avverte che concentrarsi solo sulla performance sportiva fa perdere il vero significato del Judo: non si tratta solo di vincere o perdere, ma di crescere, di diventare persone migliori, capaci di affrontare la vita con coraggio e consapevolezza.

Nel momento dell’Ippon – quel magico istante che va oltre la decisione dell’arbitro – il Judo diventa un’esperienza di vita. Non è una vittoria o una sconfitta, ma un confronto in cui entrambi vincono, perché uno impara e l’altro cresce. “Vivere il Judo significa capire che ogni allenamento è un’opportunità di miglioramento,” continua Croceri. I giapponesi lo chiamano Kaizen, il miglioramento continuo. È una filosofia che si applica sia al corpo sia alla mente. Allenarsi ogni giorno significa allenare l’intelligenza tanto quanto il corpo.

La gioia dei bambini che corrono e giocano sotto la guida del Maestro è la prova del legame profondo che il Judo crea tra le persone. I piccoli allievi imparano a lavorare insieme, ad ascoltare, a rispettare il proprio corpo e quello degli altri. Per Croceri, insegnare Judo è un impegno sociale: significa trasmettere valori, insegnare ai giovani che non si smette mai di imparare.

Conclusione:
Il Judo che si pratica al Dojo Kenshiro Abbe non è solo un insieme di tecniche o di movimenti. È una filosofia di vita, una disciplina che insegna il rispetto, la perseveranza, la connessione tra mente, corpo e spirito. È un cammino che, come dice il Maestro Croceri, “ci fa sentire parte di qualcosa di più grande”. Un invito a tutti, grandi e piccoli, a scoprire questo Judo “illustre sconosciuto” che può offrire tanto alla società.

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