Durante l’ultimo Judo Summer Camp 2014, molti sono stati gli interventi di grande interesse. Dopo aver mostrato a tutti voi i video emozionali, che permettevano di respirare l’autentica e pura aria di judo che si respira durante i nostri maggiori eventi, vogliamo entrare ed approfondire l’aspetto tecnico, didattico, culturale della disciplina. Iniziamo con le tre lezioni svolte dal Maestro Corrado Croceri e vi spieghiamo in cosa erano incentrate.

Prima lezione

Nel Judo si da molta importanza alla posizione che viene genericamente chiamata Shizentai (posizione naturale). Nella prima lezione il M° Croceri, ha mostrato la tecnica di Tai otoshi (proiezione del corpo sul posto).

Tai Otoshi all’interno delle tecniche di lancio Nage waza appartiene al gruppo dei Te Waza (tecniche di braccia e spalle). La peculiarità di questa tecnica sta nel fatto che Tori (colui che esegue il lancio) proietta Uke (colui che esegue la tecnica di caduta) stando su due appoggi in una posizione in cui il baricentro è più basso rispetto a quello di Uke il quale nel momento della sua caduta si trova in una posizione di rottura del proprio equilibrio.

1° Livello Didattico

1° Fase: Educativi partendo con esercizi di Tandoku renshu (esecuzione del gesto tecnico senza la partecipazione di Uke). In questa fase lo studio prevede la presa di coscienza della posizione iniziale e quella finale per eseguire la proiezione corretta e controllata. Qui si è sottolineata l’importanza della stabilità finale della posizione. Tori partendo da Shizen hontai (posizione naturale diritta del corpo), esegue il movimento di Tai sabaki o se vogliamo essere più precisi Mae mawari sabaki (spostamento in avanti del corpo con un movimento circolare di 180°) per giungere in maniera dinamica nella posizione finale di Tai otoshi.

2° Fase: Kuzushi (squlibrio di Uke o rottura della posizione) educativi partendo con esercizi di studio Sotai renshu (esecuzione del gesto tecnico con la partecipazione di Uke). Tori partendo da Shizen hontai, esegue il movimento di Tai sabaki o Mae mawari sabaki e sottolinea l’applicazione dell’uso delle braccia per applicare l’azione di Kuzushi. Su questo tema riguardante lo squilibrio, si è mostrato il dettaglio dell’uso del braccio della manica e quello del bavero.

3° Fase: Tsukuri (studio del giusto contatto tra Tori e Uke). Su questo argomento riguardante il giusto contatto si sono messe in evidenza eventuali varianti dovute alle diverse opportunità, alla costituzione fisica di chi esegue e alla direzione della proiezione.

4° Fase: Kake (studio della proiezione finale). Questa fase dello studio non è altro che la conseguenza logica delle prime due Kuzushi/Tsukuri. Si evidenzia il controllo finale della tecnica. Per spiegare meglio questo aspetto del lancio o proiezione, il termine usato è ZanshinTori deve mantenere il controllo del suo corpo e di quello di Uke prima, durante e dopo la proiezione. Zanshin non riguarda solo il gesto tecnico dall’inizio alla fine ma è anche uno stato mentale di consapevolezza che continua anche dopo aver eseguito la tecnica di lancio.

2° Livello Didattico

5° Fase: OpportunitàTori utilizza gli spostamenti di Uke nelle varie direzioni. Questi possono essere indotti da Tori stesso tirando o spingendo o semplicemente adattandosi agli spostamenti del proprio partner che decide di muoversi in diverse direzioni.

6° Fase: Bogyo no waza (tecnica di difesa). Uke si difende con una tecnica particolare che viene definita Chowa (spostamento del corpo anticipando il movimento di attacco di Tori), infine sulla difesa Yawara (cedere nella direzione dell’attacco lasciandosi portare daTori).

3° Livello Didattico

Dimostrazione di una tecnica di contrattacco Uchimata (tecnica di gamba – Uchimata si traduce con colpire profondamente l’interno coscia sinistra di Uke sollevandolo e ruotando il proprio corpo in avanti sinistra).

Nota: i termini Go (difesa bloccando), Chowa (difesa evitando e anticipando), Yawara (difesa cedendo nella direzione dell’attacco) sono termini che non vengono usati generalmente in Giappone. Questa terminologia veniva usata dal M° Kenshiro Abbe quando venne in Italia fine anni sessanta (1969).

Seconda lezione

Nella seconda lezione il M° C. Croceri ha mostrato un approccio alle tecniche di Katame waza (tecniche di controllo) inusuale.

Il tema in questione è stato affrontato dal Maestro mettendo in rilievo la base di partenza del Judo che prende il nome di Bujutsu (arte guerriera).

Il Judo come metodo di attacco/difesa, presenta fondamentalmente tre gruppi di tecniche: Atemi Waza (tecniche di attacco con calci e pugni dalla media e breve distanza), Nage Waza (tecniche di lancio) e Katame Waza (tecniche di controllo).

In questa occasione si è utilizzato l’uso degli Atemi (tecniche per colpire i vari punti del corpo) al fine di mettere in evidenza l’importanza di Ma ai (vari tipi di distanza tra i due combattenti) e vari modi di usare il corpo per evitare gli attacchi con differenti Atemi sia in piedi che a terra nel Ne Waza (combattimento a terra), in particolare nello studio degli Osae waza (tecniche di immobilizzazione) i cambi di controllo con le diverse immobilizzazioni debbono tenere conto della possibilità da parte di Uke di colpire il viso o altre parti del corpo che se colpite impedisce a Tori di mantenere l’Osaekomi (tecnica di immobilizzazione).

La lezione del M° Croceri ha dimostrato in maniera induttiva il perché sia Tori che Uke debbono assumere determinate posizioni nel combattimento alla media e breve distanza.

Terza lezione

Nella terza lezione il Maestro ha mostrato un approccio alle tecniche di Nage waza (tecniche di lancio), partendo dall’importanza della mobilità attraverso la commistione degli Shintai e Tai sabaki.

Gli Shintai, sono spostamenti del corpo avanti e indietro che si fanno con Ayumi ashi e Tsugi ashi (Ayumi ashi nella terminologia del Judo è il modo naturale di camminare avanti e indietro, Tsugi ashi alla stessa maniera è sempre uno spostamento del corpo che ci consente facendo piede scaccia piede di avanzare e indietreggiare).

Gli spostamenti in Tsugi ashi “laterale destra, laterale sinistra” non rientrano nella nomenclatura del Judo tra gli Shintai. In tutti gli spostamenti del corpo nel Judo bisogna mantenere la posizione di Shizentai (Posizione diritta del corpo).

La parola Shin nella lingua giapponese ha molti significati, naturalmente la pronuncia della parola è la stessa ma la scrittura come potete vedere nell’allegato è diversa.

shintai-ideogrammi-kashiwazaki

Qui sopra c’è il foglio che il Maestro Katsuhiko Kashiwazaki ci ha cortesemente scritto per fare chiarezza sul termine Shintai.

In questa lezione riguardante la mobilità di Tori nella posizione eretta, il M° Croceri ha messo l’accento sul cambiamento di direzione e di ritmo prima di eseguire qualsiasi tecnica di lancio sia di Ashi waza (tecniche di piede o gamba), Koshi waza (tecniche di anca), Te Waza (tecniche di braccia) e infine Sutemi Waza (tecniche di sacrificio).

In questo studio si considera che l’allievo abbia già raggiunto i requisiti per eseguire la forma tecnica. La scelta di tempo diventa quindi importante, questo dettaglio non è poca cosa, la scelta corretta del tempo giusto va a determinare il risultato finale.

In questa dimostrazione in cui si applica la tecnica, si è voluto sottolineare un modo per creare l’occasione e anche il modo per utilizzare le differenti opportunità.