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Durante questo percorso di tre giorni, cominceremo proprio da zero. Si passa per quella che è la posizione e la mobilità. Il camp riesce ad essere una lezione culturale, come dovrebbe avvenire nel Dojo durante la settimana. Sapere come spostarsi, sapere come star seduti, sapere come stare in piedi, sono cose importanti che non ci mettono in difficoltà nelle relazioni esterne che noi abbiamo.

Il Judo si basa fondamentalmente su tre culture: Shobu Ho l’attacco difesa, Rentai Ho l’educazione fisica e rispetto per il corpo e Sushin Ho l’evoluzione intellettuale e spirituale dell’uomo.

Il fondatore del Judo Jigoro Kano ha utilizzato fondamentalmente quattro pilastri per arrivare a mettere in pratica le tre culture. Due riguardavano la parte pratica del Randori e Kata e due la parte intellettuale Koji e Mondo.

Nel Kata studiamo il principio, nel Randori lo rendiamo manifesto. Koji e Mondo, come abbiamo detto, riguardano la parte intellettuale.  Koji è indurre alla riflessione attraverso delle conferenze e Mondo è domande e risposte. Nel primo l’allievo viene stimolato a riflettere, nel secondo l’allievo porrà delle domande alle quali il Maestro dovrà rispondere.

Il Judo è praticato in tutto il mondo, tuttavia resta un illustre sconosciuto. Ecco perché oggi si sente la necessità di farlo rivivere nella sua vera essenza: la via della gentilezza.

Lo scopo del Judo è in definitiva il miglioramento dell’uomo e della società.