Questa cittadina della Marche è particolarmente adatta per la formazione e potrà diventare un punto di riferimento del Judo Nazionale ed Internazionale.

Nel magnifico Palasport di Sarnano, suggestivo per la sua forma orientaleggiante, simile ad un tradizionale Dojo, (Luogo dove si pratica abitualmente il Judo, ma in maniera più profonda possiamo dire che il Dojo è il  luogo per la ricerca della Via) adatto ad accogliere un evento judoistico come quello del Kagami biraki, si sono esibiti gli allievi della Scuola di Judo di Corridonia: Andrea Valenti 2° Dan e Fabio Cirilli 2° Dan  in una spettacolare performance che metteva in evidenza la tecnica del Judo, in particolare quelle forme di controllo che nella terminologia del Judo sono: i “Katame waza” (tecniche di controllo) interessante il collegamento delle forme di lancio (Nage waza) e forme di controllo a terra: “Osae waza (Immobilizzazioni) – Shime waza (Tecniche di strangolamento) – Kansetsu waza (Tecniche di leva articolare).

Stefano Proietti e Stefano Di Lello, noti al pubblico del Judo per aver conseguito importanti affermazioni nell’esercizio di forma Katame no Kata, hanno eseguito una interessante dimostrazione del primo Kata di Judo ideato da Jigoro Kano, il Ju no Kata (forma della cedevolezza).  Per l’occasione nel ruolo di Tori abbiamo visto Stefano Di Lello e nel ruolo di Uke Stefano Proietti.  Il Ju no Kata è un esercizio che mira a far comprendere nella pratica i principi di adattabilità alle diverse situazioni che si possono presentare durante la pratica del combattimento libero che è il “Randori”, uno degli esercizi fondamentali del judo pratico del Dojo.

Il programma, sapientemente alternato dal M° C. Croceri, ha presentato un’altra performance di due Cinture Nere del Dojo Kenshiro Abbe di Corridonia: Andrea Croceri 3° Dan e Gentili Michael 2° Dan, entrambi judoka di livello nazionale, si sono esibiti in tecniche in piedi molto spettacolari, la loro intesa è stata perfetta all’insegna di sincronismi di rara bellezza.

È  poi la volta del M° Roberto Paniccià con il  Kime no Kata (forma della decisione) nel ruolo di Tori  e nel ruolo di Uke ancora il M° Stefano Proietti.  La visione di questo Kata ha piacevolmente interessato il pubblico presente ed i giovani praticanti, che hanno assistito con grande entusiasmo, colpiti da questo esercizio del Judo con l’uso delle armi dei Samurai in alcune tecniche sia in quelle eseguite dalla posizione in ginocchio,gli “Idori(tecniche in ginocchio), che in quelle dalla posizione eretta,  “Tachiai” (Tecniche dalla posizione eretta).  Una esecuzione magistrale dei due che normalmente si cimentano in competizioni di Kata.

Segue la performance delle giovani leve del Club organizzatore, si tratta di Paolo Cirilli , una nostra speranza del Judo a livello Nazionale, (fratello minore di Fabio Cirillicintura nera 2° Dan ) e di Marco Meconi, figlio d’’arte, entrambi cinture colorate cintura marrone (1°Kyu) Paolo e cintura verde, Marco 3° Kyu . La scelta di premiare questi due ragazzi del Dojo Kenshiro Abbe per i miglioramenti ottenuti nell’’anno precedente, è stata ripagata ampiamente dalla loro esibizione, la prova ha messo in luce la loro capacità di esprimere coordinazione e bellezza del gesto tecnico.

Si sono poi alternati esperti di Judo in campo Nazionale ed Internazionale come: Stefano Proietti e Stefano Di Lello, noti al pubblico del Judo per aver conseguito importanti affermazioni nel Katame no Kata, esercizio di forma con tecniche di controllo a terra partendo dalle Immobilizzazioni, (Osae waza) poi con le tecniche di strangolamento (Shime waza) ed, infine, con tecniche di leva articolare (Kansetsu waza).

Del Judo Yawara di Porto Sant’Elpidio hanno mostrato il Judo al Femminile la Vice-Campionessa d’Italia Junior Federica Fonza con il suo Maestro Roberto Paniccià.

Il M° Corrado Croceri 6° Dan, organizzatore e ideatore della manifestazione e, nel ruolo di Uke, il M° Roberto Paniccià 5° Dan terminano la prima parte di questa serie di dimostrazioni con l’esibizione del Koshiki no Kata (Forma delle cose antiche).

Nelle vesti di speaker il M° Stefano Proietti con dovizia di particolari fa comprendere il significato di questo esercizio importato nel Judo dal Fondatore J. Kano, dalla sua esperienza fatta con la scuola di Kito.

Jigoro Kano, nel suo percorso di studente nel mondo del Ju Jutsu (Tr. Lett. – Arte della Cedevolezza) prima con la scuola Tenjin shin yo Ryu e poi Kito Ryu, sotto la direzione del M° Likubo Konen, alias Tsunetoshi Ikubo, praticava e si cimentava spesso con questo kata. L’esercizio, che simula i movimenti di chi indossa una vera armatura dell’epoca Yoroi Kumiuchi, è stata la ciliegina sulla torta ed ha impreziosito tutta la serie delle dimostrazioni della mattinata.

Inizia poi la parte più animata della cerimonia, dove protagonisti sono stati i bambini e i ragazzi, i quali, diretti dall’esperto M° Roberto Paniccià, hanno insieme ai giovani dato vita ad una esaltante lezione di Judo extemporanea, che ha mostrato lo spirito e la gioia della pratica del Judo nel Dojo. La prova è stata molto efficace per rendere la cerimonia del Kagami biraki festosa e piena di entusiasmo.

Il Maestro M° Roberto Paniccià ha sapientemente dimostrato che il Judo adattato ai piccoli risulta essere metodo estremamente coinvolgente e di straordinaria efficacia.

Il Judo dei piccoli mette in atto una ricerca didattica e pedagogica con stimoli continui e diversificati sia sul piano della motricità di base, importantissima per questa fascia di età, che sul piano intellettivo, altrettanto importante.

Il Judo come forma di educazione con i vari esercizi proposti dal M° Roberto Paniccià sotto forma di gioco è, come ci ha più volte ribadito anche il famoso ed illustre Maestro Alberto Manzi, “pensiero”. Se accettiamo, dunque, questa definizione del Maestro Manzi del gioco, come strumento di apprendimento sul piano intellettivo – e noi non vediamo come non si possa essere d’accordo –  allora il Judo per i piccoli è indubbiamente una disciplina molto interessante.

Si conclude la manifestazione della mattinata con il tradizionale momento conviviale, dove tutti i Judoka mangiano insieme sul tatami. A lato sono stati allestiti tavoli per gli ospiti e le famiglie, che hanno così potuto condividere un momento di cordiale ed importante confronto su quanto è stato visto durante la cerimonia del Kagami biraki. Il pubblico presente ha apprezzato anche la calda atmosfera ospitale, resa ancora più piacevole dal servizio organizzato dagli allievi della scuola di Judo di Corridonia.

Nel pomeriggio l’organizzazione ha sperimentato una formula di gara con arbitraggio educativo, interessante la gara di Ne waza (lotta a terra) che ha coinvolto tutti i partecipanti.

“Un’esperienza utile ed importante – ci dice soddisfatto il M° Corrado Croceri – un momento ideale per stare insieme e crescere. Questa manifestazione diventerà sicuramente un appuntamento annuale sempre più partecipato e, tra le varie iniziative, quella che dovrà ripetersi, per rafforzare gli stimoli ad una pratica più giusta e fare finalmente chiarezza sul motivo per cui questo illustre sconosciuto, che risponde al nome di Judo, sia una proposta intelligente per la società moderna”.