Hiroshi Katanishi 7° Dan (Tenri University) sorprendente e geniale nel catturare l’interesse dei presenti.

Hiroshi Katanishi durante un esercizio di forza e equilibrio

È il mattino del quarto giorno del 6° International Judo Summer Camp.

La prima seduta di allenamento del mattino siamo tutti molto stanchi la lezione viene tenuta dal Hiroshi Katanishi 7° Dan.

Il maestro come sempre ci stupisce non solo per le sue proposte sempre molto, molto, interessanti, ma per la sua capacità di percepire lo stato d’animo degli “Stagiers” che giunti al quarto giorno di questo International Judo Summer Camp di Sarnano, cominciano a sentire la fatica.

Il maestro con sapiente maestria, inizia con una ginnastica insolita, una proposta che come per magia fa subito diffondere uno stato di benessere generale. L’intervento di Katanishi è stato straordinariamente azzeccato sia per gli obiettivi degli esercizi stessi (l’elasticità muscolare, la mobilità articolare, la forza, l’equilibrio ecc…) che per la gioia di essere lì insieme sul tatami a quell’ora del mattino.

Le varie combinazioni, i vari intrecci (indubbiamente inevitabili), hanno fatto scaturire ilarità e proprio per questo il lavoro mattutino è stato meno faticoso.

Dopo questa fase che ha messo tutti di buon umore, inizia la parte tecnica del programma del mattino “Ne waza”, il maestro ha spiegato diverse maniere di applicazione di “Okuri eri jime” come contrattacco di “Seoi nage”,  come sempre le dimostrazioni del maestro sono esteticamente belle da vedersi e nel contempo molto reali ed efficaci.

È arrivata la lezione delle 10.00 tocca al M° Yoshiyuki Hirano

Il tema scelto dal M° Yoshiyuki Hirano riguarda le tecniche di “ashi waza” (le tecniche di gamba) inizia con il consueto “Tandoku renshu”.

Questo modo di approcciare allo studio con esercizi sul “Tai sabaki” ovvero tutti i vari modi di spostarsi è una caratteristica del metodo usato dal M° H. Katanishi, dunque il giovane Yoshiyuki Hirano suo discepolo in questa fase del suo cammino da Judoka imposta la sua progressione didattica con il consueto “Tandoku renshu” (allenamento senza Uke “partner”).

L’approfondimento dei vari “Tai sabaki” comprende lo studio per applicare le diverse tecniche in questo caso si è trattato di mettere in pratica: “O uchi gari”.

I vari modi di applicare questa tecnica hanno chiarito l’importanza di cogliere le differenti opportunità.

Al termine dello studio rivelatosi molto interessante si è passati ad un esercizio di applicazione dei temi trattati (Yaku soku geiko) e infine un Randori molto brillante.