Entrare in un dojo e trovare un libro di poesie e una chitarra sul tatami è qualcosa che non ti aspetti. Ti chiedi: “che c’entrano?”. Ma è solo lo stupore di un attimo, poi subito intuisci l’attinenza di quegli strumenti d’arte con quel luogo e con il Judo.

Poesia, Musica e Judo: arti così dissimili eppure intimamente legate da un filo appena percettibile – ma concreto – che è l’estetica, la ricerca della più bella forma espressiva per coinvolgere tanto chi crea l’arte quanto chi la riceve.

L’idea di intrecciare sul tatami questo trio artistico è venuta al M° Corrado Croceri: un’intuizione ispirata dalla costante ricerca culturale e dalla concezione estetica con cui da sempre pratica la Via della Cedevolezza. Così giovedì 14 maggio 2015, coadiuvato dall’amico Giandomenico Papa (avvocato e appassionato di Judo), ha organizzato una piacevole serata sul tema dell’estetica, invitando nel suo Dojo Kenshiro Abbe di Corridonia due illustri personaggi del panorama artistico marchigiano: il poeta Francesco Scarabicchi e la musicista Grazia Barboni. Un incontro raccolto per gli intervenuti rannicchiati sulla materassina in attento ascolto, seguito tuttavia da centinaia di persone in tutta Italia grazie alla diretta streaming.

È stato il M° Croceri ad introdurre la serata chiarendo subito la scelta del luogo e il ruolo dell’estetica nella sua specifica disciplina: «il dojo è il “luogo in cui il Principio si rende manifesto”, il Principio è Sei-Ryoku-Zen-Yo, ovvero il “miglior impiego dell’energia del corpo e della mente”; nel Judo, solo praticando l’estetica si può arrivare a Sei-Ryoku-Zen-Yo». Poi ha aggiunto: «il Judo è anche arte del corpo, ci obbliga a ricercare in ogni gesto la massima espressione dell’estetica. L’estetica è qualcosa che deve cercare il più possibile di avvicinarsi ad una bellezza oggettiva».

È esperienza di ogni judoka che un gesto tecnico bello a vedersi rispecchia anche un’esecuzione praticamente perfetta dal punto di vista dell’efficacia. Per queste ragioni, ogni judoka dovrebbe cercare uno suo stile d’espressione che ricalchi l’estetica: lo stile è un fatto personale che viene riconosciuto dagli altri come inconfondibile; l’armonia e l’eleganza dei gesti consentono di conseguire il più corretto uso dell’energia. «Istintivamente ognuno di noi dovrebbe tendere al Bello» ha affermato il M° Croceri, e questo concetto non è limitato al Judo, ma si estende ad ogni sfera dell’azione umana.

A riprova di ciò è stato mostrato un bel filmato in cui il M° Croceri, attraverso parole e immagini, racconta il suo percorso umano nel mondo del Judo e i suoi propositi attuali, che si rifanno integralmente alle intenzioni del fondatore Jigoro Kano.

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Dopo il doveroso preambolo sul Judo, la serata è entrata nel vivo con le esibizioni di Francesco Scarabicchi e Grazia Barboni. Poeta e Musicista hanno condiviso la scena alternando gli struggenti versi di Federico García Lorca e Antonio Machado alle note argentine e cilene pizzicate sulla chitarra classica. Due talenti unici, accumunati da una straordinaria capacità di suscitare emozioni pure, i quali hanno dato vita ad un connubio tra Poesia e Musica molto apprezzato.

La chiusura è stata affidata alla magia delle parole dello scrittore Massimo De Nardo: «la bellezza è una questione di conoscenza: più sai, più la bellezza ti appartiene e ti rende felice. Perché l’arte rende bella anche la sofferenza».

Ce ne vorrebbero di serate come questa! Una contaminazione tra storie e percorsi che non può che giovare a tutti, per condividere la conoscenza, e dunque la bellezza.